Psicologa
Psicoterapeuta

Specialista in Psicologia della Salute, Psicoterapia Cognitivo- Comportamentale, Psicodiagnosta.

La dipendenza da sostanze

L'abuso di sostanze è presente in tutti i settori di tutte le società, determina una riduzione delle prestazioni scolastiche, lavorative, e un aumento degli incidenti, delle intossicazioni, compromiissione della vita sociale. La tossicodipendenza è a tutti gli effetti un disturbo dell'età evolutiva.

La manifestazione essenziale della Dipendenza è un gruppo di sintomi cognitivi, comportamentali e fisiologici specifici, il soggetto continua a far uso della sostanza nonostante la presenza di problemi significativi correlati ad essa. Vi è una modalità di autosomministrazione reiterata, che usualmente risulta in tolleranza, astinenza e comportamento compulsivo di assunzione.

 

La tolleranza (Criterio 1) corrisponde al bisogno di quantità notevolmente più elevate della sostanza per raggiungere l'intossicazione (o l'effetto desiderato), o a un effetto notevolmente diminuito con l'uso continuativo della stessa quantità. Il grado in cui si sviluppa la tolleranza varia grandemente fra le sostanze. I soggetti che fanno un uso pesante di oppiacei e stimolanti possono sviluppare notevoli (per es., 10 volte maggiori) livelli di tolleranza, spesso a un dosaggio che risulterebbe letale per un soggetto non consumatore. Anche la tolleranza all'alcool può essere spiccata, ma di solito è molto meno estrema che per le amfetamine. Molti fumatori di sigarette consumano più di 20 sigarette al giorno, una quantità che avrebbe prodotto sintomi di tossicità quando essi cominciarono a fumare per la prima volta. I soggetti consumatori pesanti di Cannabis generalmente non sono consapevoli di aver sviluppato tolleranza (benché sia stata dimostrata negli studi sugli animali e in certi pazienti). La tolleranza deve essere anche distinta dalla variabilità individuale della sensibilità iniziale agli effetti di particolari sostanze. Per es., certi bevitori principianti mostrano segni molto scarsi di intossicazione dopo 3-4 bevute, mentre altri di pari peso e con abitudini alcooliche simili presentano disartria e incoordinazione.

 

L'astinenza (Criterio 2a) è una modificazione patologica del comportamento, con eventi fisiologici e cognitivi concomitanti, che si verifica quando le concentrazioni ematiche o tissutali di una sostanza declinano in un soggetto che ha fatto un uso prolungato pesante della stessa. Dopo aver sviluppato spiacevoli sintomi di astinenza, la persona tende ad assumere la sostanza per attenuare o evitare quei sintomi (Criterio 2b), tipicamente facendone uso durante tutto il giorno e iniziando presto dopo il risveglio. I sintomi di astinenza variano grandemente fra le classi di sostanze e sono previsti distinti set di criteri per l'Astinenza per la maggior parte delle classi. Comunemente si registrano notevoli, e in genere facilmente evidenziabili, segni fisiologici di astinenza con alcool, oppiacei e sedativi, ipnotici e ansiolitici. Segni e sintomi di astinenza sono spesso presenti, ma possono essere meno appariscenti, tanto con stimolanti quali amfetamine e cocaina, quanto con nicotina. Nessuna astinenza significativa è stata osservata con allucinogeni, persino dopo un uso ripetuto.

 

Né la tolleranza né l'astinenza sono necessarie o sufficienti per una diagnosi di Dipendenza da Sostanze. Certi soggetti (per es., quelli con Dipendenza da Cannabis) mostrano una modalità d'uso compulsivo senza alcun segno di tolleranza o di astinenza. Al contrario, certi pazienti chirurgici, che non presentano Dipendenza da Oppiacei, possono sviluppare nel decorso post-operatorio una tolleranza agli oppiacei prescritti e provare sintomi di astinenza senza mostrare alcun segno di uso compulsivo. Le specificazioni Con Dipendenza Fisica e Senza Dipendenza Fisica sono previste per indicare la presenza o l'assenza di tolleranza o astinenza.